The Hero without a “ _ _ _ _ ”

The Hero without a “ _ _ _ _ ”.

È come quella volta in cui abbiamo capito che dal binocolo si guarda in due.
[E quando l’abbiamo fatto, abbiamo visto noi.]

Lo giuro, questo non è affatto un insieme di parole che vogliono esprimere concetti come “anche se magari non lo pensi, io ti starò vicino (da lontano e da vicino insieme”. v____v”

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Dualismo. [Gioןɹɐɔ]

È una parola nuova che mi piace un sacco. L’ho imparata quando dovevo parlarti di Tekkonkinkreet – ma poi ho lasciato che fosse lui a parlarti. Aveva una voce più tenera della mia, non credi?

Qualche volta ti va di parlare di Eraclito? E di filosofia?
Era da quando ti avevo conosciuto che desideravo farlo mentre la studiavo.
Ora che (possi)amo.
Nii-san. 

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In segreto.

Il filtro che ho inserito con le pinze arrugginite sta generando mostri d’ogni tipo.

Com’è bello il mondo agli occhi di un ragazzino? Così: O
Che non è uno zero. Ma nemmeno una O. 

M’accorgo che ciò che ho detto e che hai detto, alla fine, è lo stesso.
Basta ripensare ad una canzone e collegarla alle mie labbra sigillate. 

Gli occhi, purtroppo, ogni tanto devono inumidirsi.

Com’è bello il mondo agli occhi in un ragazzo? Così: *

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31 Agosto. What a sad day. ね?

Si arrampica, la belva famelica.                            Il rancore inerpica.

« Eppure il mio cuore cupo ricerca. Bramando il gemito del singhiozzo più lungo.»

 
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Siamo due cervelli anonimi.

In moto.
Ci riconosciamo.

私はあなたなしで孤独午前

しかし – あなたがどこにいるの?

Fra un po’ di tempo, dopo tanto tempo, ci rivediamo.
Non è bello?
Scusami.

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Mi piace fa- fa-, fantasticare.

Creare delle storie con un bel finale, che ti lascia stupito.

Dal nulla – dalla corda della mia mente attorcigliata intorno all’infinito: parlo di quella corda che continui a tirare, ma di cui non vedrai mai la fine.

Ad esempio ieri pensavo ad una storia carina da creare insieme a te.
Tieni pronta la fa- fa-, perché ho voglia di parlarti.

E il sonaglio marcia, come un piccolo cavaliere – con la terra sotto i piedi,
con il cielo sugli occhi; come un vagabondo (un Carlobondo!) che viaggia nella notte da più tempo ormai – sulla schiena del cammello, curva, sotto le linee adunche della luna.

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Io non sono che un piccolo fanciullo che piange.

Qualcosa che mi hai-anche tu.
Che ho fatto (in)/(di)/(con) tutto questo tempo? 

È che l’orologio fa il suo giro, mentre tu (tu) ti appendi alle lancette delle ore più basse per non farle arrivare al giorno seguente. Ho così paura del giorno seguente.

E del futuro…

Imparerò ad usare wordpress, a capire come seguire gli altri o come farmi seguire.
Questo blog, l’ho deciso oggi, deve rimanere segreto a quelli che mi conoscono: niente link in firma su forumcommunity. È più bello il sapore dello sconosciuto! In realtà, dello Sconosciuto – altrimenti no.
Voglio un pensatoio. Lo sai che non riesco a non ispirarmi a te.
Mi hai cresciuto!

“tum cruor et vulsae labuntur ab aethere plumae
Io non sono che un piccolo fanciullo che piange”

(ce l’avrei, comunque – ma è tardi, ora: guarda l’orologio)

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